Follow Charlie on Amazon.com


Appearances & Events

Coastal Magic Convention

Feb 24-27, 2022

Daytona Beach, FL


Join Charlie's Mailing List

Join Charlie's mailing list to receive news on upcoming books, exclusive content, giveaways, first access to extras, and more.

Subscribe


Book List

Not sure where to start? Check out Charlie's Book List here.

Current Main Series



Join Charlie's Facebook Reader Group
Join Charlie's Facebook Reader Group

Out Now

Il Foxling Soldati Excerpt

Capitolo 1

 

 

NON DEVI farti prendere.

Toka cantilenava le parole nella sua testa, con il cuore che gli batteva all’impazzata mentre cercava di calmare il respiro affannato. Il fruscio delle foglie lo spinse a tuffarsi dietro a un albero enorme, e si appiattì contro il tronco, accovacciandosi. Per un istante aveva temuto di essere stato visto.

Una foglia di un arancione intenso svolazzò giù e gli solleticò il naso nella discesa, facendolo sorridere. Dopo l’inverno. l’autunno nel regno dei Soldati era il suo periodo preferito. Quale foxling non amava lanciarsi su un cumulo allettante di foglie autunnali fruscianti o di neve appena caduta? Purtroppo le foglie gli scricchiolarono sotto i piedi, rivelando la sua posizione… beh, quasi. Si tormentò il labbro inferiore con i denti, chiedendosi se avrebbe dovuto correre il rischio di mutare nella sua forma di volpe. Se lo avesse fatto, e il suo inseguitore fosse stato vicino, avrebbe colto l’odore inebriante di Toka. Ma nella sua forma di volpe, lui era più veloce, più agile e più piccolo. Avrebbe potuto infilarsi facilmente nella tana di un coniglio. Il suo inseguitore sarebbe stato fortunato a riuscire a infilarci dentro una zampa.

Cavolo! Smettila di essere tanto codardo!

Mettendosi a correre, Toka balzò e atterrò sulle zampe, la trasformazione completa in un batter d’occhio. I suoi vestiti erano come una seconda pelle, e diventavano una cosa sola con il suo corpo quando mutava. Non riusciva a immaginare di doverseli togliere ogni volta che desiderava cambiare forma. Sarebbe stato terribilmente scomodo. Un ruggito lo spaventò e lo fece scappare via con un guaito. Fantastico. Se non si era tradito prima quando si era trasformato, di certo lo aveva fatto in quel momento. Proprio quando il pensiero gli attraversò la mente, il suo occhio colse un lampo di bianco, e lui sbandò nel fare una brusca deviazione per evitare che l’enorme tigre gli balzasse addosso. Toka usò la coda per tenersi in equilibrio mentre girava attorno a un grosso albero, con il demonio alle calcagna.

“Arrenditi, piccola volpe!”

La voce roca gli parlò nella mente, e lui abbaiò prima di replicare: “Mai!”

Toka balzò sopra ad alberi caduti, si chinò sotto ai rami bassi e fece delle svolte brusche nella speranza di seminare la tigre che gli dava la caccia. Il vento gli sferzava la pelliccia, e non prestò attenzione ai ciottoli e alle ghiande che calpestava mentre si lanciava attraverso l’erba selvatica della fitta foresta. Aveva solo bisogno di trovare un posto abbastanza piccolo in cui nascondersi. Una zampa cercò di colpirgli la coda e Toka sobbalzò, emettendo un verso sorpreso. Riusciva a sentire la voce del suo inseguitore che rideva sommessamente nella sua testa.

“La tua cattura è inevitabile, mia piccola volpe. Perché prolungare l’inseguimento?”

Toka avrebbe alzato gli occhi al cielo se avesse potuto. Sembrava che qualcuno si sentisse piuttosto sicuro di sé… Inevitabile? Lo vedremo!

La sua attenzione fu attirata da un tronco cavo poggiato contro un grosso albero, e Toka vi corse incontro. Si infilò, lo attraversò fulmineo ed emerse dall’altro lato. Il tronco cavo era solido e conficcato saldamente nell’albero contro il quale era caduto. Toka balzò su un’estremità e l’abbandonò proprio quando il tronco fu sbattuto via. Atterrò sul ramo più vicino, poi saltò da ramo a ramo, sorridendo dentro di sé.

“Piccola volpe furba,” disse la voce nella sua testa.

Toka dimenò il sedere e balzò sul ramo dell’albero seguente, ignorando la tigre che saltava e cercava di colpirlo. Come previsto, rimase presto a corto di rami, si librò nell’aria e atterrò con grazia su una pila di foglie. Svolazzarono prima di cadere giù, e Toka schizzò via.

“Quando ti prendo, dovrai darmi tutto ciò che desidero.”

Toka non era preparato a quelle parole vellutate, e la sua zampa inciampò su una roccia, mandandolo a rotolare. Oh, dolcezza! Mutò nella sua forma umana e si tirò su a sedere, gli occhi stretti a fessura quando un’ombra familiare si allungò sopra di lui. Una mano comparve davanti al suo viso e, con un gemito, Toka l’accettò e fece scivolare la sua dentro quella dalla pelle più chiara che gli veniva offerta. A differenza dei Soldati, che avevano l’aspetto di umani grossi e forti, i foxling mostravano molto dei loro tratti animali nella forma umana. Le mani e i piedi di Toka avevano un colore fumo che viaggiava lungo le braccia e i polpacci per poi sbiadire nella sua pelle color bronzo, mentre Rayner aveva una carnagione tutta chiara. Toka non aveva mai conosciuto un guerriero più bello. La mano di Rayner era grossa e calda, e avvolgeva la sua. Con le guance arrossate, Toka si lasciò tirare in piedi.

“Hai barato,” si lamentò.

Gli occhi color ambra di Rayner brillarono con malizia e la sua risata roca gli mandò un brivido lungo il corpo. Perché quell’uomo doveva essere così bello?

“Forse,” ammise. Gli mise le mani sulla vita e si avvicinò, poi lo guidò contro un albero. Rayner aveva un odore meraviglioso. Di legno di sandalo, ginepro e cedro con qualcos’altro mischiato nel mezzo, assieme a una fragranza solo sua, che Toka avrebbe riconosciuto ovunque.

“Co-cos’è che desideri?” Il respiro di Toka si fece corto mentre il nero degli occhi dell’uomo si allargava, lasciando solo frammenti di ambra fusa. La sua vicinanza produceva effetti estremamente scandalosi sul suo corpo, che si intensificarono quando Rayner annullò la distanza tra loro, infilandogli un ginocchio tra le gambe.

“Stai tremando,” commentò Rayner, con quelle labbra peccaminose a pochi centimetri dalla tempia di Toka e il respiro bollente contro la sua pelle. Gli sfiorò il braccio nudo con il dorso delle dita prima di poggiargliele sotto il mento per piegargli indietro la testa.

Oh Dea. Toka deglutì a fatica. Sgranò leggermente gli occhi e schiuse la bocca quando Rayner vi posò lo sguardo.

“Ciò che desidero, mia piccola volpe, è un bacio da quelle dolci labbra.”

“Qualsiasi cosa,” mormorò lui, stringendogli la stoffa delle maniche. Amava come Rayner eclissasse la sua corporatura più snella. La larghezza delle spalle dell’uomo era impressionante e portava a un ampio petto con braccia muscolose nascoste nelle maniche nere e gonfie della camicia che indossava sotto al farsetto color castagna. Aveva cosce possenti e polpacci forti negli stivali di pelle nera. Rayner trasudava più della forza, del potere e della sicurezza in se stesso. Emanava una sensualità a cui era impossibile sottrarsi e da cui gli altri non potevano fare a meno di essere attratti quando gli stavano vicino.

“Non dovresti fare certe promesse.” Rayner gli sfiorò le labbra con le sue. “Ho un’immaginazione molto vivida.”

Toka mugolò, facendo ridacchiare il guerriero. “Mi prendi in giro,” sbuffò, voltando la testa dall’altra parte. Rayner lo prese per il mento e gliela fece girare di nuovo per incontrare il suo sguardo.

“Oh, invece sono molto serio, mia piccola volpe.”

“Io… io sono la tua piccola volpe, Rayner. Sono solo tuo, se desidererai avermi.” Toka lasciò cadere lo sguardo sulle dita, le guance in fiamme. Non sapeva bene da dove venisse quell’audacia. Immaginava che lo avesse spronato quella che Rayner aveva mostrato negli ultimi tempi nei suoi confronti. “Non ho permesso a nessun altro di… toccarmi in un… modo così intimo.”

Rayner sembrava sbalordito. “Ti sei conservato per me?”

Toka annuì. “Fin da quando ho incontrato il tuo sguardo, ho saputo che non ci sarebbe stato nessun altro.” Il giorno in cui si era ritrovato davanti a Khalon, il re dei Soldati appena incoronato, la sua vita era cambiata, e non per le ragioni che si era aspettato. Il re precedente e il suo seguito se ne erano andati dal regno dei Soldati, e a Khalon e alla sua corte era stato fatto omaggio di nuovi servitori. Toka era uno dei tanti foxling che avrebbero servito il nuovo sovrano e il suo seguito. Mentre Rayner era in piedi con fierezza accanto al suo re, il cuore e il corpo di Toka erano stati catturati dalla promessa silenziosa negli occhi color ambra dell’uomo: la promessa che Toka sarebbe stato suo, un giorno.

“Le tue parole mi onorano,” mormorò Rayner. Si chinò e gli sfiorò le labbra con le sue prima di far spuntare la lingua per leccargli il labbro inferiore, strappandogli un sussulto. “Attizzano anche le braci del desiderio dentro di me. Sei la creatura più bella su cui abbia mai posato gli occhi. Non sono mai stato invidioso del mio re fino al giorno in cui tua madre gli ha fatto dono di te. Nel profondo del mio cuore, sapevo che Khalon non ti avrebbe mai messo una mano addosso, eppure una parte segreta di me temeva che potesse perdersi nella tua bellezza. Ti volevo per me, anche se non potevamo accoppiarci. Bramavo di averti.” Con le labbra schiuse, Rayner gli assediò la bocca, la lingua che lo saccheggiava, lottando con la sua.

Toka si arrese senza domande. Qualsiasi cosa desiderasse Rayner da lui, gliel’avrebbe concessa liberamente e con entusiasmo. Il calore dell’uomo lo avvolse, e lui si aggrappò alle sue maniche, temendo che Rayner potesse svanire. Non era il primo bacio che riceveva da lui, ma non era mai stato così passionale. Toka viveva per quei momenti, quando Rayner lo cercava per rubargli un bacio quando nessuno li stava guardando. I baci erano dolci, affettuosi, e gli toglievano il fiato ogni volta. Quel bacio minacciava di mandarlo in orbita. Gli accese una scintilla dentro, e stupidamente ne volle di più. La bocca di Rayner era calda e aveva il sapore del vino dolce che aveva bevuto poco prima.

La sensazione della mano dell’uomo che gli scivolava lungo il fianco lo fece tremare, e strinse le gambe il più possibile attorno al ginocchio di Rayner, nella speranza di alleviare il desiderio che montava nel suo inguine. Rayner spostò la mano sotto alla sua tunica, che gli arrivava al ginocchio, per circondargli il sesso attraverso gli indumenti intimi; Toka non era mai stato così grato per i suoi abiti da servo, che gli lasciavano le gambe scoperte. Annaspò, gettando la testa all’indietro e Rayner ne approfittò, mordicchiandogli il collo che gli aveva esposto.

“Oh, santo cielo,” mugolò Toka mentre Rayner lo accarezzava attraverso i vestiti.

“Quello è un sì?” gli bisbigliò Rayner all’orecchio, e lui sussultò.

“Sì,” rispose Toka tra un ansito e l’altro. Non si era mai aspettato di essere trattato come un pari. Rayner rubava dei baci ma in quel momento, mentre liberava la sua asta dagli indumenti intimi prima di fare lo stesso con la propria, glielo stava chiedendo con affetto, come avrebbe fatto un amante. Rayner circondò entrambe le erezioni con la mano, e Toka temette di eiaculare fin troppo rapidamente. Erano entrambi già umidi, e Rayner usò quelle gocce perlacee al posto del lubrificante.

“Rayner,” sussurrò Toka; la pressione e la frizione della mano dell’uomo mentre masturbava entrambi era una deliziosa tortura. Un calore intenso gli divampò nel corpo, i muscoli che gli dolevano nel modo più delizioso. Non aveva mai desiderato niente o nessuno come desiderava Rayner. L’uomo gli lasciò una scia di baci sulla pelle fino ad arrivare al profilo del mento, la voce roca e bassa quando parlò.

“Tu sei un dono, Toka. Un dono bellissimo, prezioso.”

Toka gli circondò il viso con le mani e lo attirò a sé per un altro bacio rovente. Rayner gemette nella sua bocca e lui inarcò la schiena, spingendo nella mano dell’uomo mentre il piacere si muoveva dentro di lui come una tempesta. Rayner accelerò il ritmo e Toka gli succhiò la lingua. Cedette al suo desiderio malizioso e gli mordicchiò il labbro inferiore prima di leccarlo.

“Dea del cielo,” esclamò Rayner con un gemito. Schiacciò Toka contro l’albero, la mano che perdeva tutto il ritmo mentre ansimava. “Toka, mi perdoni… se sono… egoista?” annaspò.

“Sì. Qualsiasi cosa,” promise lui.

“Non permettere a nessun altro di toccarti così. Non concederti a nessuno se non a me.”

L’orgasmo di Toka riverberò nel suo corpo, facendogli affondare le dita nelle spalle di Rayner, il suo grido strozzato soffocato dalle labbra dell’uomo. Scosso da un piacere paradisiaco, Toka temette che il suo corpo non fosse abbastanza forte per contenere la luce bianca accecante che divampò dentro di lui e che voleva disperatamente essere liberata. Rayner lo seguì raggiungendo il culmine poco dopo e gemette nella sua bocca. Toka tremava per l’orgasmo, e quando spostò le labbra da quelle dell’uomo, la sua risposta fu un semplice sussurro, ma abbastanza forte perché l’altro la sentisse. “Lo prometto.”

Rayner appoggiò la fronte alla sua, e il foxling usò il lato inferiore della sua tunica per pulirgli la mano con delicatezza. Gli risistemò i pantaloni prima di sistemarsi a sua volta, le guance che gli bruciavano per la consapevolezza di quello che avevano fatto. Non riuscì a trattenere un sorriso e, quando alzò lo sguardo, scoprì che Rayner lo stava osservando, gli occhi che luccicavano più brillanti di qualsiasi diamante. Aveva un ampio sorriso sulle labbra, ed era solo per lui.

“Grazie.” Rayner gli sfiorò le labbra con le sue. “Ti andrebbe…”

Un ruggito violento riecheggiò tra gli alberi e Toka sobbalzò, il cuore che gli batteva all’impazzata. Era Khalon. Sorrise per l’espressione impassibile di Rayner quando l’uomo parlò.

“Giuro, sembra che sappia che mi sto divertendo.”

Toka lo spinse giocoso. “Vai. Il tuo re ti chiama.”

“Oh, ecco com’è,” lo prese in giro Rayner, attirandolo tra le sue forti braccia. “Quando rompe le scatole è il mio re, ma quando fa il magnanimo è il nostro re,” brontolò, mordicchiandogli il collo. Il furfante.

Lui non riuscì a trattenere una risata. “Siete una canaglia della peggiore specie, signore. Affascinate i foxling con la vostra bella faccia e il sorriso malandrino. Amoreggiate con loro nelle foreste solo per abbandonarli a languire di desiderio per il vostro tocco.”

Rayner si fermò. Sembrava preoccupato mentre studiava Toka. “Non ci credi sul serio, giusto? Che amoreggio con altri foxling?” Gli sfiorò la guancia con le dita. “Te lo giuro, sei l’unico foxling che desidero.”

Toka sorrise dolcemente e gli posò il palmo della mano sul viso. Si alzò sulla punta delle dita dei piedi per dargli un tenero bacio. “So che sono l’unico foxling che desideri.” Il suo sorriso si fece malizioso. “Però il resto è vero. Sei bello, hai un sorriso malandrino, hai amoreggiato con me e senza alcun dubbio anelerò il tuo tocco non appena ti allontanerai.”

Rayner si leccò il labbro inferiore, gli occhi color ambra che brillavano di un fuoco familiare. “Beh, immagino che dovrò accertarmi di non lasciarti senza il mio tocco troppo a lungo.”

Toka si premette contro di lui, gli prese la mano e se la mise sul sedere. “Aspetterò.”

“Oh, ma vedo che non sono l’unico a essere malizioso!” Un altro ruggito risuonò nella foresta e Rayner sospirò. Il loro re non era il più paziente degli uomini. Prese la mano di Toka e se la portò alle labbra per un bacio. “Al nostro prossimo incontro, mio foxling.”

Toka annuì e lo guardò che si girava e correva via, agile e aggraziato nella sua forma umana quanto lo era nel suo corpo felino. Rayner mutò in tigre e si fermò per guardare da sopra la spalla con un verso divertito prima di scappare via. Toka si posò una mano sul cuore che batteva forte, incapace di credere a quello che era successo. Riusciva a malapena a trattenere il sorriso. Per la prima volta in centinaia di anni, si sentiva… meravigliosamente felice. Era stupido pensare che lui e Rayner potessero avere un futuro insieme, eppure il suo cuore era pieno di tanta speranza.

Rayner era un guerriero dei Soldati, secondo al re per posizione e potere. Era noto per la sua lealtà, la fierezza e il coraggio. Eppure molti restavano sorpresi quando lo incontravano, presi alla sprovvista dalla sua natura scanzonata. Il cuore di Toka si librò al solo pensiero dell’uomo. Era gentile, affettuoso e spensierato. Mai arrogante o maligno. Rayner era grande di statura, quasi alto e forte come il loro re, anche se non altrettanto muscoloso. Aveva una corporatura più snella, una qualità felina che si addiceva a un guerriero. Alcuni faticavano a non svenirgli davanti quando sorrideva. Era intelligente, acuto e pronto.

Poiché era un membro del consiglio fidato del re Khalon e faceva parte della sua corte di Soldati, Rayner era rispettato e desiderato. Era anche famoso per i suoi flirt. Toka non prestava attenzione alle sue relazioni amorose, perché non avrebbe mai potuto permettersi di coltivare false speranze. La loro passione impetuosa poteva aver bruciato in modo intenso fin dal primo istante in cui si erano posati gli occhi addosso, ma lui e Rayner non avrebbero mai potuto stare insieme. Toka aveva imparato ad accettare i tanti ammiratori dell’uomo. Rayner era sempre onesto, e i suoi ospiti non si fermavano mai per la notte. Toka ne aveva visti parecchi lasciare la sua camera da letto prima dell’alba per non tornare mai più. Non era così ingenuo da credere che Rayner non avesse certi bisogni. Era pieno di così tanta passione.

Eppure, quando Rayner flirtava con un potenziale compagno di letto, era diverso da come flirtava con lui. Il sorriso non raggiungeva mai i suoi occhi, come invece succedeva quando sorrideva a Toka. Non strusciava mai le dita lungo la loro mascella quando bisbigliava nel loro orecchio, né faceva scivolare una mano attorno alla loro vita mentre gli strofinava il naso sulla tempia. Non inalava mai il loro odore, non si prendeva mai il tempo per toccarli, accarezzarli, mormorare parole dolci. Con loro non usava la parola ‘mio’. Dall’arrivo del loro principe, nell’ultimo anno era cambiato così tanto attorno a loro. Era possibile che Rayner provasse per lui più di semplice lussuria?

Mentre attraversava la foresta ai confini dei giardini del castello, mise in guardia il suo cuore avvertendolo di non farsi trasportare. Rayner era un guerriero Soldati, ed era potente. Nato nel benessere e nel prestigio. Toka era un servo. Non che non ne fosse grato. Sapeva quanto fosse fortunato a servire il re dei Soldati. Significava essere protetto dalla loro legge. Non sarebbe mai stato maltrattato o colpito né qualcuno avrebbe cercato di approfittarsi di lui.

Ovunque nel regno, Toka era trattato con deferenza, visto che non farlo sarebbe stata una mancanza di rispetto verso il re in persona. Essere un servo dei Soldati era un onore e un privilegio, che veniva perfino passato di generazione in generazione o concesso personalmente dal re. Sua madre aveva servito la madre di Khalon e ora lui, come foxling maschio, serviva il re. Ecco perché i suoi ordini erano al di sopra di quelli degli altri servi. La sua posizione si era ulteriormente elevata quando Khalon aveva fatto dono dei suoi servigi a Riley Murrough, il principe dei Soldati. Riley era l’unico della sua specie nel regno, non soltanto perché era un principe, ma perché aveva i capelli biondo dorato, che ora mostravano una striscia nera dopo che il compagno lo aveva reclamato. Era anche un Saugur, un profeta. Ce n’era stato solo un altro nella storia dei Soldati.

A proposito del principe, Toka sorrise quando, sotto un albero in giardino, vide Riley che leggeva un libro. Nel poco tempo passato dal suo arrivo Toka si era preso subito una cotta per Riley. Non nel modo in cui era invaghito di Rayner ma, proprio come l’uomo, Riley gli ispirava una forte lealtà e senso di protezione che pochi altri avevano. Toka aveva profondamente a cuore il suo principe e, dopo Rayner, era l’unico verso il quale dimostrasse affetto.

Poiché era cresciuto come un umano, Riley aveva certe peculiarità, che lo rendevano soltanto più accattivante. Riley sapeva cosa lui provava per Rayner. Credeva anche che la legge riguardo ai Soldati e ai servi fosse antiquata, e non perdeva mai occasione per farlo sapere anche al marito, Khalon. Anche se i rapporti tra servi e nobiltà presso i Soldati non erano tanto rigidi quanto in altri regni, ognuno conosceva il proprio posto. Il re disapprovava i flirt tra i nobili e i servi, ma se un servo acconsentiva e l’incontro era tenuto segreto, lui era disposto a chiudere un occhio. Aveva faccende ben più importanti di cui occuparsi e si aspettava che tutti si comportassero con onore e dignità, o ne avrebbero risposto a lui. Nessuno osava mettere alla prova la sua pazienza. Eccetto Rayner, che sembrava l’eccezione a ogni regola. Eppure neanche lui poteva sfidare la legge dei Soldati.

Toka mutò e si lanciò nell’erba mentre si dirigeva verso Riley. Il principe sorrise da dietro il libro, perché senza dubbio aveva colto il suo odore. Gli si avvicinò abbaiando felice. Quando lo raggiunse, alzò le orecchie e si sollevò sulle zampe posteriori per giocare. Riley rise, gli occhi dorati che brillavano mentre scansava Toka scherzoso. Lui rotolò sulla schiena, e Riley gli grattò la pancia. Con sbuffi gioiosi, Toka sbatté la coda contro l’erba, felice.

“Sei troppo adorabile. Muta così possiamo parlare.”

Toka fece come gli aveva chiesto, mutando rapidamente e poi sedendosi. “Non è una giornata meravigliosa, Vostra Altezza?”

Riley sorrise con aria d’intesa. “Mi domando se abbia qualcosa a che fare con un certo individuo galante e sexy che è spuntato dalla stessa parte della foresta da cui sei appena arrivato.”

Il rossore gli infiammò le guance, e si morse il labbro inferiore, distogliendo lo sguardo.

“Lo sapevo!” Riley rise fragorosamente mentre si lasciava cadere sul fianco. Alzò lo sguardo su Toka, che osò dare una sbirciata. Il principe agitò le sopracciglia e Toka non riuscì a fermare una risatina. “Voi due siete così schifosamente adorabili.” Riley si tirò su a sedere, gli occhi oro-ambra intensi e l’espressione determinata. “Non mi arrendo, sai. La legge è antica, e deve essere cambiata. Perché a te e Rayner non dovrebbe essere permesso di stare insieme? È ridicolo.”

Toka emise un sospiro. “È sempre stato così.”

“Non significa che così debba restare. Credimi. So una cosa o due sulle leggi del cazzo.” Riley si stravaccò contro l’albero. “Khalon è così testardo quando si tratta della tradizione. Magari non capisco ancora tutte le regole e le leggi del regno dei Soldati, ma so che tutta questa assurdità del ‘non posso accoppiarmi con qualcuno al di sotto del mio rango’ è una stronzata. Se due adulti consenzienti si innamorano e vogliono stare insieme, perché diavolo non dovrebbero farlo?”

Toka soffocò una risata. Riley non era uno che aveva peli sulla lingua. Ammirava quella sua qualità. Poiché l’uomo era stato allevato nel regno umano – la sua vera natura era stata rivelata solo un anno prima quando Khalon lo aveva trovato, e solo dopo la sua morte – aveva un modo di fare che era diverso da tutti gli altri abitanti del regno. Diceva ciò che sentiva e rifiutava di tenere a freno la lingua, e al diavolo l’etichetta, soprattutto quando si trattava di qualcosa che aveva molto a cuore. Come la sua convinzione che lui e Rayner dovessero stare insieme.

“Anche se la legge cambiasse,” disse Toka, il cuore che gli doleva al pensiero, “chi può dire se Rayner desidererebbe tenermi con sé?”

Riley lo fissò sbattendo le palpebre, come se il pensiero non gli fosse passato per la mente. “Perché non dovrebbe farlo? Ho visto il modo in cui ti guarda. Rayner si darà anche da fare in giro, ma quando si tratta di te, lui è diverso. Credimi. La prima volta che ho detto il tuo nome, ho pensato che mi avrebbe trafitto.”

Toka rimase sorpreso da quelle parole. “Davvero?”

Riley annuì, gli occhi sgranati. “Sì, quel tizio fa paura. Stavo commentando su quanto fosse veloce Tura, il suo sarto, e Rayner ha detto qualcosa sul fatto che i foxling sono creature affascinanti. Ho pensato di potergli tirare fuori qualcosina, così ho detto: ‘Come Toka?’ E avresti dovuto vedere i suoi occhi. Erano quasi neri. Non so se ha pensato che fossi interessato, ma quando ho detto che eri molto dolce e che mi sentivo calmo in tua compagnia, la sua espressione è cambiata. Era… dolce di nuovo. Ha concordato. Ha detto che eri carismatico.”

Il cuore gli mancò un battito. Toka non riusciva a smettere di sorridere come un folle. Era possibile che Rayner tenesse a lui più di quanto aveva creduto all’inizio? Una cosa era certa: non vedeva l’ora di scoprirlo.

Back to Book

Dreamspinner Press Dreamspinner Press

Digital

Il Foxling Soldati

Book Details

  • Word Count: 37863
  • Published: December, 10 2018
  • Cover Artist: L.C. Chase
  • ISBN: 978-1-64405-159-7
  • Price: $4.99